venerdì 9 gennaio 2015

Ad un attacco di carta segue una difesa d’inchiostro - Je suis Charlie

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Mentre i fratelli attentatori sono accerchiati dalla polizia nell lle de France c’è chi parla di dibattito. Dal cordoglio per le vittime al dibattito. Ma che dibattito ? Intorno a cosa ? Alla definizione di satira ? al confine sottile tra offesa e provocazione ?

Signori non c’è spazio per i sofismi, per le scale di grigio e le domande. Non abbiamo bisogno per questa volta di voci fuori dal coro, questa volta un punto di vista che diverge dalla massa, da quel carnaio umano di piazze colorate da matite rivolte verso il cielo, è un reato, un omicidio della civiltà.

Lacrime e sangue, martiri ed eroi sono morti per consegnarci un diritto inviolabile: la libertà di essere, di pensare e di riempire il mondo e animarlo con le nostre idee. Niente come la strage di Charlie Hebdo mi ha turbata tanto, forse perché la mia voce, quello che scrivo su questo blog è la cosa che mi manda avanti da sempre e spero per sempre. Un giorno potrei fare un passo oltre e ferire la sensibilità, l’orgoglio, la fede di qualcuno, potrei essere incauta e violenta, potrei provocare e giudicare e potrei per questo essere punita con il silenzio.

Il silenzio a colpi di kalashnikov o meno uccide, sempre. La mia voce è la mia vita, è quello che mi qualifica come essere umano, non il mio lavoro che tante volte serve solo a pagare una cena o la rata dell’iphone, non è la mia laurea coronamento di anni di studi poco appassionati ma doverosi. Le mie idee sono il senso e il fine ultimo di tutto, sono il mio segno nel mondo, la mia eredità.  E se mai dovessi dissentire da un potere forte, da una corrente dominante, se mai diventassi una pungolatrice di coscienze e scegliessi l’eccesso per raccontarlo, cosa meriterei ? Tutto. Tranne una cosa: il silenzio.

E questa non è un’opinione, questa è una verità che ingenuamente ho creduto universalmente condivisa. Mi spezza il cuore sentire parlare di dibattito, interrogarsi su dove finisca la libertà di parola, qualcuno direbbe “dove non arriva ad urtare quella del prossimo”. Per questo, però, esistono sanzioni, nuove parole che difendono posizioni intaccate da altri, questo è il dibattito, questa è democrazia, questa è civiltà. Ad un attacco di carta si risponde con una difesa d’inchiostro, segue la vita pregna di diversità. Mai il silenzio.

Siamo tutti charlie. Tutti.


Anche tu che vuoi saltare il fosso dell’umanità solidale e illuminata, anche tu per me sei Charlie. Perciò dì la tua, io saprò difendermi su questa tastiera.


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