lunedì 3 novembre 2014

Da domani solo Montgomery: Moncler spennato dalla Gabanelli

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L’Italia si solleva. Sono le sorti di qualche migliaio di povere oche ungheresi a preoccupare il paese. Perché più che altro la notizia lanciata dalla Gabbanelli è questa non certo il ricarico di un marchio come Moncler su un prodotto acquistato a prezzo minimo (40 euro circa) da terzisti dell’europa dell’Est.

La delocalizzazione dell’industria made in italy, i profitti a scapito dei lavoratori, la bassa qualità delle merci: queste sono notizie vecchie, già viste e già sentite. Eppure dare una faccia conosciuta e autorevole al cattivo capitalismo smuove coscienze morte di un paese ancor più morto.




I social network si animano, la pagina facebook dell’azienda è assaltata da riscoperti difensori della dignità del lavoro, Selvaggia Lucarelli si loda e si sbroda con la sua ormai abituale modestia perché prima influncer del web a dare risonanza al servizio di Report, boicottaggi improvvisati e maldestri dei piumini di Ruffini accendono il dibattito di questa giornata.

Ma come ogni vampata istantanea, vigorosa e potente di spirito civico mi chiedo: cosa resterà ? Davvero le azioni del resuscitato marchio nato in terra di Francia crolleranno a picco ? la verità di una bella inchiesta vincerà sull’inganno di un prezzo insensato svincolato da qualità e valore ? Remo piangerà lacrime amare e gli italiani combatteranno la legge del più furbo per scegliere il giusto a scapito dell’opportunismo ?


Mah, resto in attesa.

Resto in attesa del freddo inverno combattuto dagli italiani con quel piumino da 800 euro che hanno faticato tanto a comprare e che, nonostante le piume d’anatra scadenti e il lavoro schiavista che c’è dietro, fa sempre la sua e figura, soprattutto perché tutti sapranno certo quanto costa ma forse avranno dimenticato quanto e cosa vale.


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