sabato 15 marzo 2014

Il Gioco del Radical Chic

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Siamo tutti critici consumati, cinici incalliti, outsider costretti a combattere il convenzionale. Tutti vittime della stessa moda.

Radical intellettualoidi spendono caratteri e annoiano noi, innocui utenti, con estenuanti giudizi pro o contro l’Oscar di Sorrentino. Dubbi metafisici assillano le loro sovraeccitate menti votate allo sproloquio: “la grande bellezza paga la traccia felliniana o possiamo già parlare di sorrentinismo?” si chiedono quelli che rischiano poco, altri riflettono sulla verità di un film che sarebbe stato assemblato e creato da mani esperte solo per piacere ad un pubblico di americanozzi che pensano e sognano un’Italia che non esiste, i più spocchiosi si apprestano a scrivere che loro, i veri radical, non l’hanno proprio visto il film di cui tutti parlano.

Tutti che vogliono sconfiggere la quotidianità con la pretesa di essere eccezione. Eccezione di pensiero, di abito, di lettura. Tutti affannati alla ricerca dell’unicum: la canzone sconosciuta del milionesimo gruppo hindie made in Uk, hashtag finto eversivi che invece di abbattere un programma ne fanno la riuscita, fermi immagine rubati che in realtà sono poster di Ikea mistificati dai filtri di instagram. 

Ma non basta, abbiamo perso anche il rispetto per l’ingenuità di chi non sa giustificarsi di fronte allo stupore, il rispetto per chi è sfornito d’opinioni impastate di veleno e supponenza ma sa restare a bocca aperta con il naso all’insù perso nella meraviglia di qualcosa che non capirà mai. L’incanto nasconde il trucco, va bene, lo sappiamo, ma perché svelarlo? Perché la bellezza ora è nel giudizio annoiato, sconfitto e non nell’estasi del momento ? Perché il piacere è nella disfatta decadente, conturbante e non nella botta di vita che ti sorprende, ti sconvolge?.




Il pensiero anarchico è sopravvalutato, forse non esiste più, la massificazione del concetto di diverso l’ha ucciso. Eppure sotto sotto, nei momenti di distrazione in cui ci ricordiamo chi siamo e non quale ruolo giochiamo sappiamo essere scontati e banali. Sappiamo ancora, nonostante la seduzione della deviazione, avere fiducia nello stereotipo, sappiamo e vogliamo credere anche quando siamo di fronte ad una bugia: 20 sconosciuti che provano ad amarsi esaurendo l’incontro dentro un bacio mai stato provato prima.


Da disfattisti e demolitori di professione a ingenui sognatori che scambiano uno spot per un pezzo di vita vera. Dopo tanto combattere gli alternativi cinefili e tuttologi restano sconfitti da un bacio. Forse c’è davvero speranza.

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